Vlad Komarov

Ferrari resuscita la mitica griglia del cambio — e dietro non c’è nulla di vero

Sei fessure, pomello sferico, perfino il clac meccanico. Ma sotto la piastra non c’è nessun collegamento reale. L’inganno più elegante di Maranello.

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Ferrari potrebbe finalmente dare ai puristi ciò che chiedono da anni — una vera griglia del cambio. Quasi. La casa di Maranello ha depositato presso l’Ufficio brevetti e marchi degli Stati Uniti una domanda per un selettore elettronico a sei fessure con pomello sferico, erede spirituale della celebre «palla nera» delle Ferrari classiche.

Ed ecco la cattiva notizia per i duri e puri. Sotto non c’è nessun vero cambio manuale — niente aste, niente cavi, niente frizione. La leva funziona come un puro organo di comando elettronico: il guidatore la muove nella griglia, un controller invia i comandi alla trasmissione automatizzata. Un’illusione analogica appoggiata su hardware digitale.

Ma che illusione. Il design permette movimenti su due assi — avanti-indietro e laterali — come una vera H meccanica. Sotto la piastra si nascondono dei rulli di contatto a molla, pensati per ricreare quel leggendario «clac» che gli appassionati ancora oggi inseguono su F430 e 599 GTB usate. I disegni del brevetto rivelano anche quattro pulsanti: retromarcia, folle, Drive e modalità manuale.

A che pro? Questo meccanismo potrebbe sostituire le palette al volante e restituire al guidatore quella sensazione di coinvolgimento — senza rinunciare alla velocità fulminante di un doppia frizione moderno. Il meglio dei due mondi, come dicono a Maranello. Gli scettici la racconteranno diversamente: un simulacro di meccanica, un giocattolo per nostalgici dell’era analogica.

Ferrari non gioca con questa idea per la prima volta. Riferimenti alla sua iconica griglia compaiono già sulla Purosangue, e soluzioni simili vengono accostate alla futura elettrica Luce. Per le belve da pista e le supercar stradali, questo brevetto rivela una verità ostinata — il marchio si rifiuta di lasciar morire l’emozione di guida, anche quando ogni connessione meccanica sparisce sotto uno strato digitale. Ma attenzione: un brevetto protegge l’idea, non garantisce una data di produzione.

uspto.gov