Dmitry Yakin

Mitsubishi rimette il nome Pajero sul tavolo, e cambia tutto

Dopo quasi cinque anni di silenzio il nome leggendario è di ritorno. I documenti australiani svelano già versioni, motore e debutto.

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Mitsubishi riporta in scena il Pajero, e i primi contorni del futuro fuoristrada sono già emersi nei documenti australiani. La pausa è durata quasi cinque anni — e ora la casa è pronta a rimettere quel nome su un portellone. Secondo Drive, l’omologazione locale è partita in anticipo, anche se la premiere ufficiale è attesa solo tra settembre e novembre 2026.

I documenti indicano quattro versioni: GLX, GLS, Exceed e GSR. Una struttura familiare — identica a quella del vecchio Pajero Sport e della gamma Triton attuale. La GSR sarà molto probabilmente il top di gamma, con il decoro oscurato già visto sul pick-up gemello e sull’uscente Pajero Sport.

Ma le versioni non sono il punto. Il punto è il concetto. Il nuovo Pajero torna sulla piattaforma a telaio a longheroni del Mitsubishi Triton, e questo dice molto sul carattere di quest’auto. La parentela con il pick-up è evidente, ma Mitsubishi promette molto più di una carrozzeria chiusa montata su un telaio già pronto: il Pajero avrà interni propri, sospensioni anteriore e posteriore dedicate.

La casa posiziona la novità come ammiraglia fuoristrada del marchio — con vere capacità off-road e una guida più comoda di quella del Triton. La produzione partirà in Thailandia, nello stesso stabilimento che assembla il pick-up. Per l’Australia le vendite sono previste entro fine dicembre 2026 — se il calendario regge.

La tecnica non è ancora stata svelata ufficialmente. Ma il Pajero dovrebbe ricevere un quattro cilindri diesel 2,4 litri biturbo. Sul Triton questo motore eroga 150 kW, ossia 204 CV, e 470 Nm. Per un SUV familiare a telaio a longheroni non è un record, ma qui conta altro: coppia, robustezza e capacità di lavorare dove finisce l’asfalto.

Sul mercato il Pajero dovrà vedersela con Toyota Land Cruiser Prado, Ford Everest, Isuzu MU-X e altri SUV a telaio a longheroni. Mitsubishi ha un nome forte dalla sua parte — ma la nostalgia da sola non vende un’auto. L’acquirente guarderà il comfort, l’insonorizzazione, i consumi, la dotazione. E quanto il Pajero sia davvero diverso dal Triton, non solo nel logo.

Il ritorno del Pajero non è un gesto retrò. È il tentativo di Mitsubishi di riprendersi un posto in un segmento dove il cliente crede ancora al telaio, al diesel e a un nome forte sul portellone.

A. Krivonosov