Dmitry Yakin

Bentley ha registrato un batterista contro un V8 per dare un’anima al suo SUV elettrico

Bentley ha costruito il suono della sua prima elettrica in studio, mettendo un V8 classico a confronto con un batterista professionista: non un ruggito finto, ma un impulso condiviso.

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Nessuno si aspettava che la Bentley risolvesse questo problema prima ancora di vendere il suo primo SUV elettrico. Il Torcal non ha nemmeno debuttato ufficialmente, eppure il marchio ha già affrontato una questione che i costruttori generalisti lasciano di solito per ultima: che suono deve avere un’auto elettrica di lusso. A Crewe non vogliono che un’auto così costosa proceda su un semplice ronzio elettrico uniforme, così hanno creato il sistema Bentley Dynamic Symphony.

Ufficialmente è una composizione sonora «artigianale» per la trazione elettrica, legata all’eredità del marchio. In parole semplici, Bentley cerca di sostituire una meccanica perduta — dai vecchi motori sovralimentati al V8 e al W12 — con una colonna sonora artificiale, ma non del tutto casuale.

Gli ingegneri non si sono limitati ad aggiungere un finto ruggito del motore. È più interessante di così. Secondo l’azienda, hanno analizzato registrazioni dei classici V8 Bentley e le hanno confrontate con il ritmo dal vivo di una batteria. In una sala sono stati montati due diffusori parabolici: da uno usciva il suono del motore, dall’altro la parte di un batterista professionista. Non cercavano una somiglianza letterale, ma un impulso comune: l’irregolarità, il tempo, l’energia e quelle piccole imperfezioni che fanno sembrare «vivo» un motore a combustione.

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Su questa base sono stati aggiunti altri strumenti. Le percussioni a bassa frequenza imitano la sensazione di trazione dal basso, la viola copre il caldo registro medio, il basso si occupa della base risonante, che cambia in base alla pressione sul pedale. In accelerazione il suono diventa più forte, più acuto e più intenso; a velocità di crociera scende a un sottofondo tranquillo.

Ed ecco il punto vero. Un’elettrica può essere più veloce di una a benzina, ma nel segmento ultra-lusso la velocità non è più da tempo l’unico argomento. Il cliente non compra solo accelerazione, ma un rituale: la portiera pesante, il sedile morbido, il suono, la risposta al pedale, la sensazione di un mondo a parte intorno a sé. Se tutto questo diventa troppo sterile, il marchio perde parte del proprio linguaggio.

Nella stessa direzione lavorano già altri marchi premium: BMW M, ad esempio, crea anch’essa suoni sintetici elaborati per i futuri modelli elettrici M. La differenza è che Bentley non cerca di imitare una sportiva, ma di rendere il suono parte dell’abitacolo di lusso — quasi come la pelle, il legno o una cucitura su misura.

Il Torcal condividerà probabilmente la base tecnica con i futuri grandi SUV elettrici del gruppo, e l’autore di autoevolution lo paragona con sarcasmo a una Porsche Cayenne Electric con un altro logo e finiture più costose. Ma è proprio qui che Bentley dovrà dimostrare il proprio valore: se la piattaforma è condivisa, la differenza deve vivere nelle regolazioni, nei materiali, nel silenzio, nelle risposte e nei dettagli.

Bentley Dynamic Symphony può sembrare pretenzioso già dal nome. Ma per la prima Bentley elettrica non è un fronzolo da comunicato stampa, bensì un tentativo di rispondere a una domanda scomoda: cosa distingue davvero un EV di lusso da un crossover elettrico veloce e costoso? Lo scopriremo presto: Crewe ha già detto la sua.

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