Dmitry Yakin

Stop ai motori a combustione: le proposte UE e la strategia batterie attese il 16 dicembre 2025

La Commissione europea presenterà il 16 dicembre 2025 proposte sullo stop ai motori ICE dal 2035, con strategia batterie e misure per flotte aziendali.

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La Commissione europea ha fissato una data per svelare le attese proposte su possibili modifiche al cosiddetto stop ai motori a combustione interna (ICE) nell’UE. Secondo fonti interne, la presentazione è in calendario per martedì 16 dicembre 2025 a Strasburgo. Non sarà un pacchetto unico: insieme al dossier sui termici, i funzionari porteranno anche una strategia sulle batterie e misure per rendere più sostenibili le flotte aziendali. Il solo appuntamento in agenda è destinato a catalizzare l’attenzione del settore: più della retorica, contano tempi e scenari chiari.

Nel quadro normativo attuale dell’UE, dal 2035 le nuove auto passeggeri dovranno essere a zero emissioni di CO2 in uso. In pratica, questo esclude la vendita di nuovi modelli benzina e diesel, a meno che non si affermino soluzioni in grado di rispettare il requisito delle emissioni zero. La Commissione ha già lasciato intendere di essere pronta a riaprire il dossier, dopo le pressioni di una parte dell’industria automobilistica e di diversi Stati membri. Una cornice così definita lascia poco spazio ai propulsori tradizionali senza un percorso conforme e chiaramente tracciato.

Intanto, il dibattito pubblico prende quota. In Germania, un sondaggio ARD indica che la maggioranza degli intervistati guarda con criticità a un divieto delle nuove auto ICE dopo il 2035. Nelle sedi politiche circolano ipotesi di ricalibratura dell’approccio, con un ruolo più visibile per i carburanti climaticamente neutrali e ulteriori sostegni per le famiglie a reddito più basso. Sono direttrici che i decisori seguono da vicino, perché spesso delimitano lo spazio del compromesso.

Allo stesso tempo, alcuni politici europei sottolineano che nemmeno una riscrittura radicale delle regole basterà da sola a risolvere tutte le sfide dell’automotive. La concorrenza della Cina e le barriere commerciali esterne restano fonti di pressione distinte: venti contrari che la regolazione, per quanto aggiornata, non può dissipare da sola.

A. Krivonosov