Vlad Komarov

Bugatti Tourbillon senza schermi: lusso analogico e 1.800 CV

Bugatti svela la Tourbillon: interni analogici senza schermi, strumentazione d’ispirazione orologiera, V16 ibrido 1.800 CV. 250 unità, 0-97 in 1,9 sec.

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Bugatti ha svelato gli interni della Tourbillon e, in una scelta in controtendenza rispetto all’ossessione digitale del momento, ha eliminato del tutto gli schermi. Mentre molti marchi corrono a riempire gli abitacoli di display giganteschi e superfici touch, la maison francese punta su un ambiente completamente analogico, progettato per durare decenni. È una dichiarazione silenziosa di priorità: meno pixel, più permanenza.

Secondo il responsabile del design degli interni Ignacio Martinez, l’obiettivo era creare uno spazio de‑digitalizzato, destinato a non invecchiare e a preservare il DNA del marchio. L’azienda sottolinea che i clienti Bugatti tengono l’auto a lungo e non vogliono un abitacolo che appaia superato dopo pochi anni. In questo quadro, la scelta suona pragmatica: le interfacce software invecchiano in fretta, mentre la meccanica fine porta bene il tempo.

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Il quadro strumenti della Tourbillon è interamente meccanico. Ogni componente è stato sviluppato con esperti di orologeria svizzera e rifinito con una sensibilità che richiama i primi decenni del Novecento. Per i rivestimenti sono stati creati tessuti ad hoc e Bugatti definisce questo approccio car couture. Nonostante l’ethos rétro, l’abitacolo rispetta gli standard di sicurezza moderni, compreso il posizionamento di airbag e cinture.

La Bugatti Tourbillon raccoglie il testimone della Chiron e sarà prodotta in una serie limitata di 250 esemplari, tutti assegnati prima della première ufficiale. Il prezzo base è fissato a 4,1 milioni di dollari al netto di tasse e personalizzazioni. Il powertrain abbina un V16 aspirato da 8,3 litri a tre motori elettrici per una potenza complessiva di 1.800 CV. La Tourbillon scatta a 97 km/h in 1,9 secondi e figura tra le sportive più tecnologiche del 2026. Sulla carta, le prestazioni sono all’altezza della teatralità del suo abitacolo analogico.

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