03:09 09-01-2026

Tesla e l'effetto suolo attivo: fondo con ventole per più deportanza e scatto

Tesla ha depositato un brevetto per un sistema aerodinamico pensato per aumentare in modo deciso la deportanza e lo scatto in accelerazione delle auto elettriche. Il documento descrive un fondo attivo con minigonne mobili e un gruppo di ventole centrali incaricate di generare una zona di bassa pressione sotto la vettura.

Alle basse velocità, le ventole lavorano al massimo e spingono l’aria verso il retro, creando una tasca di depressione stabile sotto la scocca. Con il crescere dell’andatura, l’architettura si adatta al profilo della strada, variando posizione delle minigonne e portata delle ventole in base a dati su velocità, pendenza, aderenza e perfino GPS. L’idea, in pratica, è di cucire l’effetto suolo addosso al fondo dell’auto istante per istante.

In sostanza, Tesla ripropone in chiave moderna il classico effetto suolo della Formula 1 di fine anni Settanta. All’epoca soluzioni come la Lotus 79 con minigonne laterali e la Brabham BT46B con ventola rivoluzionarono la tenuta in curva, salvo poi essere vietate per i rischi legati a eventuali cedimenti dei componenti.

Tesla, invece, inquadra il sistema come uno strumento per rendere più affilate le partenze, migliorare le prestazioni sulle piste di accelerazione e aumentare l’agilità a bassa velocità, regalando quella sensazione di vettura incollata all’asfalto. Il brevetto cita modalità dedicate per partenze da fermo e per l’alta velocità che chiamano in causa tutte le ventole. Su carta, questa attenzione a controllo e reattività dovrebbe pagare dove il guidatore se ne accorge subito: allo stacco e nelle manovre strette, proprio là dove un’auto elettrica mostra carattere.

Se la tecnologia dovesse arrivare in produzione, il marchio americano potrebbe offrire elettriche con livelli di deportanza finora riservati ai prototipi da corsa.