Omoda e Jaecoo localizzano la produzione in Spagna per evitare dazi UE
Scopri come i marchi cinesi Omoda e Jaecoo produrranno auto elettriche in Spagna, con modelli come Omoda 5 EV e Jaecoo 5 EV, per aggirare i dazi UE e competere nel mercato europeo.
I marchi cinesi Omoda e Jaecoo hanno confermato l'intenzione di localizzare la produzione in Spagna. L'operazione coinvolgerà lo stabilimento EBRO di Barcellona, che in passato apparteneva a Nissan ed è stato chiuso nel 2021.
Produzione in Spagna: Dove e Quali Modelli
La produzione si baserà proprio sullo stabilimento EBRO in Catalogna, dove già vengono assemblate vetture del marchio EBRO. In futuro, a questa gamma si aggiungeranno i modelli Omoda e Jaecoo.
I primi veicoli destinati alla produzione spagnola saranno la Omoda 5 EV e la Jaecoo 5 EV, entrambe completamente elettriche. La scelta è dettata dalla volontà di evitare i dazi europei applicati ai veicoli elettrici cinesi.
Localizzazione Graduale e Sviluppo dello Stabilimento
Inizialmente, le vetture verranno assemblate utilizzando kit SKD forniti dalla Cina. Questo approccio consente un avvio rapido della produzione e minimizza i rischi di investimento.

Successivamente, è previsto un passaggio verso una localizzazione più profonda. Entro la fine dell'anno, nello stabilimento inizieranno le operazioni di saldatura e verniciatura, con un conseguente ampliamento della forza lavoro da 150 a 200 dipendenti.
Inizio della Produzione e Piani di Vendita
Secondo i dati preliminari, la produzione della Jaecoo 5 EV potrebbe iniziare già a novembre 2026. La Omoda 5 EV dovrebbe seguire più tardi sulla linea di assemblaggio, intorno al 2027.
Contemporaneamente, i marchi si sono posti un obiettivo di vendita ambizioso. Nel 2026, Omoda e Jaecoo puntano a vendere circa 40.000 veicoli in Spagna, quasi il doppio del risultato dello scorso anno.
Nel complesso, questa mossa rappresenta più di una semplice espansione della propria presenza: si tratta di una piena integrazione nel mercato europeo. Localizzare la produzione riduce la dipendenza dalle importazioni e rende le auto cinesi più competitive nell'Unione Europea.