BYD: perché la ricarica ultra-rapida conta più dell’autonomia
BYD punta sulla ricarica ultra-rapida: stazioni da 1000 kW e modelli pronti al megawatt. Arrivo in Europa entro il 2025; batterie più piccole e costi in calo.
BYD sostiene che la corsa all’autonomia sempre più lunga stia perdendo rilevanza. A suo avviso, conterà di più la rapidità di ricarica rispetto alla sola capacità delle batterie. In Cina il marchio sta già installando stazioni da 1000 kW capaci di aggiungere circa 400 km in cinque minuti. Quello che era partito come un piano per 5000 siti è cresciuto oltre 15000: un cambio di scala che dice molto sulle ambizioni.
La vicepresidente di BYD, Stella Li, ha confermato l’intenzione di portare questa infrastruttura in Europa entro la fine del 2025. Ha osservato che, se gli automobilisti possono fare il pieno in fretta, la necessità di pacchi batteria sovradimensionati diminuisce. Con una percorrenza media quotidiana attorno ai 35 km, un’autonomia di 300 km copre più giorni d’uso. In quest’ottica, le compatte elettriche da città diventano più accessibili e concrete, mentre i grandi accumulatori appaiono meno necessari. È un ragionamento che fila: il focus si sposta dall’accumulare capacità all’azzerare i tempi morti, ed è lì che si misura la praticità di tutti i giorni.
I primi modelli pronti per la ricarica a megawatt sono Han L e Tang L. La tecnologia arriverà poi sulla Denza Z9GT e su altri modelli BYD. L’obiettivo dichiarato è abbassare il costo delle elettriche usando batterie più piccole e costruendo una rete ad alta potenza che riduca l’attesa. Secondo l’azienda, questo approccio potrebbe cambiare la percezione della mobilità elettrica e accelerare la transizione di massa. Se il dispiegamento manterrà il ritmo, il discorso passerà dall’ansia da autonomia alla semplicità dei rabbocchi lampo.