Ford mette il punto finale alla storia della Escape: l’ultimo esemplare del crossover è uscito dall’impianto di Louisville, dove il modello è stato costruito per molti anni. Il commiato è parso più personale che cerimoniale. Gli operai hanno ricoperto l’auto con le loro firme, e una foto scattata sulla linea è diventata il punto fermo simbolico per una squadra che per anni ha assemblato uno dei pilastri di volume di Ford nella sua categoria.

Già ad agosto l’azienda aveva segnalato che la produzione della Escape e della gemella Lincoln Corsair sarebbe finita, e ora è ufficiale. Quasi subito dopo l’uscita dell’ultima unità, le squadre hanno iniziato a smontare le attrezzature: lo stabilimento si prepara a un profondo reset. Ford prevede di investire circa 2 miliardi di dollari per riconvertire la fabbrica a un pick-up elettrico di medie dimensioni su una nuova piattaforma EV versatile, con produzione prevista per il 2027. La transizione non sarà semplice per la forza lavoro: circa 2.000 dipendenti resteranno a casa per quasi dieci mesi, e l’UAW ha promesso un’integrazione parziale della paga e supporto per incarichi temporanei. Quelle firme sull’ultima Escape dicono più di qualsiasi comunicato: una chiusura con un tocco umano.

Per chi è in cerca di un’auto, la storia della Escape non è ancora finita. Gli ordini di fabbrica sono chiusi, ma i concessionari hanno ancora un buon numero di esemplari dell’anno modello 2026, soprattutto in allestimento Active con trazione anteriore o integrale. Questa disponibilità sta già favorendo sconti concreti, e le offerte di leasing sull’ultimo anno modello possono risultare particolarmente interessanti per chi pensa di passare poi a un usato e vuole guidare un’auto nuova spendendo meno del mercato.

C’è anche una variabile geografica: le nuove Escape non verranno vendute negli Stati che seguono le severe regole sulle emissioni del CARB e, in quei mercati, la Corsair è in gran parte limitata alla versione PHEV. La disponibilità dipenderà quindi tanto dalla mappa quanto dal calendario.