Zeekr afferma che il suo SUV ibrido di punta 9X è partito con il piede giusto: il marchio riferisce che il solo dicembre ha superato le 10.000 consegne. Pur senza comunicare il dato esatto, il segnale è eloquente: per un modello di prezzo elevato firmato da un costruttore cinese, indica una clientela disposta a pagare il lusso di casa, non solo a inseguire i soliti stemmi premium. Un risultato che, nel contesto attuale, non passa inosservato.

Lanciato il 29 settembre, il 9X è il primo ibrido di Zeekr dopo una gamma in gran parte costruita su elettriche pure. Con un prezzo d’attacco di 465.900 yuan, rientra tra i modelli cinesi più costosi, collocandosi nella fascia alta del mercato domestico. Le dimensioni confermano l’ambizione: supera i 5,2 metri di lunghezza e offre un passo di 3.169 mm, rientrando nella classe dei SUV full-size a sei posti. Un biglietto da visita che parla chiaro.

Colpisce anche l’impostazione ibrida. Le batterie da 55 o 70 kWh dichiarano, sul ciclo CLTC, un’autonomia in modalità elettrica compresa tra 300 e 380 km. L’idea non è una elettrificazione di facciata, ma quella di coprire la maggior parte degli spostamenti quotidiani in elettrico, mantenendo la libertà di affrontare i viaggi lunghi senza rinunce: una formula pragmatica che oggi convince più di molte esercitazioni di stile.