La Hyundai Sonata resta un modello cardine per il marchio, e gli ultimi indizi suggeriscono che la berlina non è affatto destinata al ritiro. Lo sviluppo della nona generazione, sigla DN9, è stato confermato e i designer hanno già condiviso le prime ricostruzioni di come potrebbe presentarsi. Se il programma proseguirà senza scossoni, i primi muletti e prototipi di collaudo dovrebbero vedersi su strada nel 2026.

Il contesto, però, è tutto fuorché semplice. Il mercato globale delle tre volumi si restringe e, all’interno della gamma Hyundai, la Sonata è da anni compressa tra la più accessibile Elantra e la più ‘premium’ Grandeur. Dopo il restyling della DN8 nel 2023, i segnali pubblici su una sostituta erano scarsi, alimentando l’ipotesi di un addio o di una sovrapposizione con il ruolo della Elantra. Il rinnovato focus sulla DN9 suona come una correzione di rotta: Hyundai sembra intenzionata a ridefinire lo spazio della Sonata salvaguardando un nome che vale ancora molto in termini di riconoscibilità. Una mossa pragmatica in un segmento che premia chiarezza di posizionamento.

Sul fronte dello stile, le indicazioni puntano verso la filosofia Art of Steel: volumi più puliti, spigoli netti e proporzioni tese e ben risolte, più che un’aggressività esibita. Le ricostruzioni mettono l’accento su una coda più espressiva, con una fascia luminosa a tutta larghezza, la scritta SONATA in grande evidenza e un paraurti dal taglio sportivo. Quanto ai propulsori, difficilmente tornerà al centro della scena un motore termico “puro”: le soluzioni ibride appaiono la scelta più sensata, in linea con le richieste del mercato e con il modo in cui va posizionata una berlina tra il 2025 e il 2026.