Audi ha depositato una domanda di brevetto per un dispositivo capace di trasformare l’auto in uno spazio per il karaoke — e non solo nell’abitacolo. Si tratta di un modulo portatile integrato nella console centrale: quando è inserito nella sua sede, l’audio passa attraverso gli altoparlanti dell’auto; una volta estratto, l’unità funziona all’esterno grazie al proprio altoparlante integrato. Il sistema è progettato per rilevare dove si trova il modulo e passare automaticamente da una modalità all’altra, senza richiedere azioni aggiuntive all’utente.

Nel documento si parla anche di microfoni a scomparsa, a filo con la scocca quando non servono. Appena il conducente o un passeggero li estrae, l’auto può attivare in automatico la modalità karaoke. La musica arriverebbe da uno smartphone o un tablet, mentre i testi delle canzoni comparirebbero sullo schermo dell’infotainment. Lo scenario è facile da immaginare: intrattenere i passeggeri in marcia, durante una sosta o mentre si ricarica, e poi proseguire l’esibizione una volta arrivati — che sia nel cortile di casa o durante un picnic.

Detto questo, il karaoke in auto non è un’idea inedita: soluzioni simili sono già apparse sia da parte di altri marchi sia come app indipendenti. Il senso della domanda di Audi sembra stare meno nel karaoke in sé e più nel concetto “due in uno”: pienamente integrato a bordo ma al tempo stesso portatile. L’idea suona divertente e, per i viaggi in famiglia, persino logica; resta però il nodo della reale utilità. Molti si accontenteranno di un’app e di un paio di microfoni wireless, mentre il modulo integrato parlerà soprattutto a chi ama le funzioni ludiche ed è disposto a pagare qualcosa in più per averle. A colpo d’occhio, la vera differenza la fa la semplicità d’uso: se l’integrazione riduce gli attriti e invoglia a usarlo, può trovare il suo pubblico; se invece aggiunge complessità o ingombro, l’entusiasmo rischia di spegnersi presto.