La guida in inverno resta un punto dolente per le auto elettriche, soprattutto nel gelo profondo. Un test canadese con una Tesla Model 3 Long Range mostra come un’EV moderna se la cavi durante una notte estrema lontano dalla rete: un banco di prova concreto, più illuminante di tante teorie.

L’auto è stata lasciata in un parcheggio aperto a −28 °C. All’interno, l’abitacolo è rimasto a 20 °C, con sedili riscaldati, climatizzazione e infotainment attivi. La batteria è partita dal 66%—una scelta pensata per rispecchiare condizioni reali più che un set-up da laboratorio, come segnala 32CARS.RU.

Nelle prime ore il consumo è stato più alto—circa il 4% all’ora—perché bisognava portare in temperatura pacco batteria e abitacolo. Una volta stabilizzato il clima, il calo si è assestato intorno al 3% all’ora. Dopo 12 ore di funzionamento autonomo, la Tesla aveva perso circa il 36% di carica pur mantenendo un interno confortevole e tutti i sistemi operativi. Il consumo totale è arrivato a 34,4 kWh—circa 5 euro per la ricarica successiva.

Per confronto, un’auto a benzina al minimo per lo stesso periodo avrebbe speso quasi il doppio in carburante. Il messaggio è chiaro: un’elettrica può tenere al caldo e al sicuro gli occupanti per ore anche con gelo intenso, e le solite paure sul “congelamento” delle EV risultano spesso esagerate. Qui i numeri fanno più chiarezza di qualsiasi aneddoto.

Il test con la Model 3 indica che una notte sottozero senza presa non è un dramma per le elettriche di oggi. Usando l’energia con criterio, le EV restano efficienti, affidabili ed economiche anche nei climi più duri.