BMW ha chiarito che l'era dei grandi motori a combustione interna è tutt'altro che finita. Nonostante le normative ambientali sempre più stringenti in Europa, l'azienda intende mantenere in gamma i sei cilindri in linea, i V8 e persino i V12.

Adattare i motori allo standard Euro 7

Il direttore tecnico di BMW Joachim Post ha spiegato che la nuova generazione di motori è stata progettata fin dall'inizio per rispettare lo standard Euro 7. Le modifiche chiave riguardano il sistema di scarico e i catalizzatori, consentendo la conformità senza una riprogettazione radicale. Questo aspetto offre a BMW un vantaggio rispetto ai concorrenti, per i quali la transizione potrebbe rivelarsi molto più costosa.

Il V12 e il ruolo di Rolls-Royce

Anche il motore a dodici cilindri rimane parte della strategia del gruppo. Ci si riferisce principalmente al V12 da 6,75 litri, che continua a essere utilizzato sui modelli Rolls-Royce Ghost, Cullinan e Phantom. BMW ha ufficialmente cessato la produzione dei propri V12 nel 2022, ma non si esclude che questo motore possa trovare applicazioni anche al di fuori del marchio Rolls-Royce in futuro, ad esempio in progetti Alpina.

I futuri modelli M e l'equilibrio con l'elettrificazione

BMW ha confermato che la prossima M3 avrà non solo una versione completamente elettrica, ma anche un'opzione con motore a combustione interna. La variante a benzina sarà equipaggiata con un motore sei cilindri in linea S58 da 3,0 litri aggiornato, dotato di un sistema mild hybrid. Un approccio simile è allo studio per la futura M4, il cui ciclo di vita potrebbe estendersi fino alla fine del decennio.

BMW punta su una gamma diversificata di propulsori e non ha fretta di abbandonare i motori classici. Dato che nel 2025 oltre l'80% dei veicoli BMW, Mini e Rolls-Royce è stato ancora venduto con motori a combustione interna, la strategia di preservare i grandi propulsori appare pragmatica e in linea con le reali preferenze della clientela.