Un rapporto dell'ACEA ottenuto da Tarantas News rivela una tendenza preoccupante: il parco auto italiano sta invecchiando rapidamente, con un ricambio dei veicoli che procede a passo di lumaca e un'adozione delle auto elettriche che rimane minima. Questo quadro rappresenta un rischio significativo sia per gli obiettivi ambientali che per la sicurezza stradale.

I dati UE per il 2024 mostrano quasi 256 milioni di auto in circolazione, con l'età media dei veicoli salita da 12,5 a 12,7 anni. La situazione italiana è ancora più critica, con un'età media di 13 anni, nettamente superiore ai 10,6 anni della Germania e agli 11,5 anni della Francia. L'Italia detiene anche il primato di auto ogni mille abitanti, il che evidenzia sia un ricambio del parco auto debole che una dipendenza critica dai veicoli privati.

I veicoli elettrici costituiscono attualmente appena il 2,3% del parco auto italiano, mentre le ibride plug-in sono scese all'1,4%. Benzina e diesel continuano a dominare con l'87,6%, lasciando il Paese chiaramente indietro rispetto agli obiettivi europei. L'elettrificazione nel trasporto commerciale è appena visibile, con i furgoni elettrici all'1,3% e i camion allo 0,3%. Progressi più evidenti si osservano solo nelle flotte di autobus di alcuni Paesi nordici.

L'Italia affronta una sfida sistemica: infrastrutture di ricarica inadeguate, incentivi insufficienti per il ricambio del parco auto, costi elevati dei veicoli nuovi e alternative di trasporto pubblico limitate. Di conseguenza, le auto più vecchie rimangono in circolazione, ignorando sia gli obiettivi ambientali dell'UE che i requisiti di sicurezza moderni, dai sistemi ADAS agli standard aggiornati dei crash test.