Un fornitore chiude Tesla fuori dalla propria attrezzatura di fabbrica, e migliaia di Cybertruck sono ora appesi a un filo

Un fornitore chiude Tesla fuori dalla propria attrezzatura di fabbrica, e migliaia di Cybertruck sono ora appesi a un filo
B. Naumkin
Dmitry Yakin
Autore: Dmitry Yakin

Angstrom tiene in ostaggio gli utensili di Tesla e chiede 250.000 dollari a settimana — la produzione del Cybertruck rischia di fermarsi entro pochi giorni.

A Tesla potrebbero finire i pezzi per il Cybertruck nel giro di pochi giorni. La casa automobilistica ha avvertito di un rischio di ritardi su diverse migliaia di pick-up a causa di una disputa durissima con il fornitore Angstrom Automotive Group. Il 23 luglio Tesla si è rivolta a un tribunale federale del Texas, chiedendo l’accesso urgente ai propri utensili in uno stabilimento di Troy, che è in fase di chiusura.

Lo scenario sembra un manuale di estorsione. Secondo Tesla, Angstrom ha comunicato la chiusura dell’impianto il 13 luglio — e ha subito smesso di collaborare: 700 componenti finiti non sono mai stati spediti, e il 21 luglio ai rappresentanti di Tesla è stato semplicemente negato l’accesso al sito per recuperare le proprie attrezzature. Il fornitore avrebbe proposto di continuare l’attività in cambio di 250.000 dollari extra a settimana, oltre agli ordini già in corso.

E Tesla non può semplicemente cambiare fornitore. In gioco ci sono pesanti impianti di pressofusione, stampi, utensili da taglio, strumenti di misura e un sistema di controllo a raggi X. Per questi utensili non esiste un’alternativa, e realizzarne di nuovi da zero richiederebbe dai cinque ai sei mesi. Secondo Tesla, la scorta di pezzi durerà solo pochi giorni ancora — e non si tratta di un’esagerazione ad effetto.

Carscoops parla già della minaccia alla produzione del Cybertruck, anche se un arresto totale della linea non è stato ancora confermato ufficialmente. In modo significativo, Tesla non chiede denaro — solo l’autorizzazione del tribunale a recuperare un’attrezzatura che dichiara già di possedere. La posta in gioco è alta: l’azienda collega la disputa a diverse migliaia di pick-up già inseriti nel piano di produzione e in gran parte già assegnati a clienti specifici.

La prossima tappa è la decisione sulla richiesta di Tesla per una procedura accelerata. Per ora il fascicolo pubblico mostra solo la causa e la richiesta di Tesla di un’udienza d’urgenza. Un provvedimento definitivo del tribunale non è ancora stato pubblicato — ed è proprio da questo che dipenderà se l’assemblaggio del Cybertruck proseguirà senza intoppi.

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