Quindici nuovi ibridi Honda suona come un piano di salvataggio per l’Europa. Peccato che l’Europa non li avrà tutti. Il marchio ha smesso di tagliare la gamma europea sul modello americano o cinese: le novità arriveranno dal listino giapponese, e quindi soprattutto ibride compatte più qualche modello di nicchia.
La rotta l’ha fissata Hans De Jaeger, il primo non giapponese nella storia di Honda messo a capo di un’intera regione. Dal 1º aprile 2026 guida Honda Motor Europe e l’intera unità Europa, Africa e Medio Oriente. In un’intervista ad Automotive News ha spiegato la logica senza giri di parole: «L’India è un’opportunità, e col tempo lo sarà anche il Nord America. L’Europa è la più vicina al Giappone in termini di prodotto, quindi le auto arriveranno soprattutto da lì».
Lo spostamento riguarda molto più della geografia produttiva. Honda ha rallentato la corsa all’elettrificazione e ha dirottato risorse sugli ibridi, la cui domanda si è rivelata assai più solida. La prossima generazione parte dal 2027 e arriva in coppia: sistema ibrido inedito e piattaforma inedita. L’obiettivo è ridurre il costo del sistema di oltre il 30% rispetto alla versione del 2023 e i consumi di oltre il 10%.
E ora quei 15 modelli. La cifra va letta con attenzione: è un programma globale fino alla chiusura dell’esercizio fiscale del 31 marzo 2030, e Honda indica apertamente il Nord America come regione principale. Per l’Europa non c’è né un elenco di auto né un calendario dei debutti. Nemmeno una data.
Al marchio serve una formula nuova come il pane. Nell’esercizio chiuso il 31 marzo 2026 Honda ha venduto in Europa circa 90.000 auto contro le 93.000 dell’anno prima. Un grande stabilimento automobilistico di proprietà nella regione non ce l’ha più dal 2021: l’ultima Civic è uscita dalle linee di Swindon, in Gran Bretagna, il 29 luglio. La gamma futura dipende quindi interamente dalle importazioni.
La scommessa sugli ibridi giapponesi risolve due problemi insieme: quelle auto si avvicinano di più alla domanda europea di carrozzerie compatte e abbassano le emissioni medie della gamma. Dal 2025 il riferimento europeo per le vetture nuove è di 93,6 g CO2/km, e il risultato del triennio 2025–2027 verrà valutato come media. Con le sole benzina Honda in quel perimetro non ci entra, nemmeno con la domanda di elettriche raffreddata.
Il prossimo banco di prova non sarà l’ennesima intervista strategica, ma il primo vero debutto europeo sulla nuova piattaforma ibrida. Sarà quell’auto a dire che cosa significhi davvero la rotta giapponese — una gamma più ampia o la sostituzione silenziosa di qualche modello attuale.