Sei nuove domande di brevetto di BYD tradiscono un cambio di passo facile da perdere dietro il linguaggio asciutto: l'azienda non sta più cercando la ricetta chimica, sta cercando la ripetibilità della produzione. Nei documenti compaiono una tecnica di applicazione di un agente bagnante e un indicatore numerico della qualità del contatto tra le particelle di catodo e l'elettrolita. Sembra noioso? È proprio senza questi parametri che una cella da laboratorio non può passare a una linea pilota.
Secondo libattery.net, BYD sta sviluppando un catodo con due tipi di elettrolita solido insieme. Le particelle fini di materiale alogenuro devono migliorare il contatto, quelle di solfuro, più grosse, garantire un'alta conduttività ionica. Diverse domande infilano strati protettivi e strati tampone tra i materiali, per soffocare le reazioni chimiche indesiderate e rallentare il degrado.
Un secondo filone appare ancora più intrigante. La parte interna del catodo è in materiale monocristallino, lo strato esterno in policristallino. Il primo resiste meglio alle crepe durante i cicli di carica e scarica, il secondo lavora meglio sotto carico elevato. Invece di scegliere uno dei due, BYD prova a unire entrambe le qualità in un'unica struttura.
Particolarmente indicative sono le domande CN122494552A e CN122494553A. La prima descrive una distribuzione a gradiente di un agente bagnante ionico che dovrebbe migliorare il trasporto del litio tra i componenti solidi. Nella seconda compare l'indicatore Re: almeno il 60% del perimetro di una particella di catodo deve essere a contatto con l'elettrolita. È già un criterio di accettazione — un numero su cui si regola un processo produttivo.
E adesso la doccia fredda. I numeri dei documenti finiscono con la lettera A. Secondo la classificazione dell'Amministrazione nazionale della proprietà intellettuale cinese, quella lettera indica la pubblicazione di una domanda di invenzione, mentre la lettera B annuncia la concessione di un brevetto. I nuovi documenti confermano la direzione della ricerca di BYD, ma non dimostrano né la tutela giuridica né un prodotto pronto per la serie.
Secondo la fonte, la produzione pilota delle celle a doppio elettrolita potrebbe partire nel 2027, dopodiché le batterie finirebbero su prototipi camuffati. La tempistica coincide con la road map delineata in passato da Sun Huajun, direttore tecnico della divisione batterie di BYD: uso dimostrativo da circa il 2027, commercializzazione relativamente stabile intorno al 2030.
La barriera decisiva resta il confine tra i materiali solidi. In una normale batteria agli ioni di litio, l'elettrolita liquido riempie da solo gli interstizi microscopici. In una cella allo stato solido il contatto va mantenuto mentre le particelle si dilatano, si contraggono e si crepano. La resistenza a quei confini sale — la potenza cala e la capacità si consuma più in fretta.
Proprio per questo il 2027 non può essere letto come la data del passaggio di massa delle elettriche BYD dalle batterie Blade alla tecnologia allo stato solido. Il capo di CATL, Robin Zeng, ha messo in guardia sulla stessa cosa: un'adozione di massa su milioni di automobili prima del 2030 è poco probabile. Il settore deve ancora risolvere la pressione in fase di assemblaggio, la stabilità delle interfacce, i costi e la resa delle celle.
Il prossimo punto di verifica non sarà l'ennesima domanda di brevetto. Sarà una cella di grado automobilistico con dati pubblicati su densità di energia, velocità di ricarica, durata e mantenimento della capacità. Finora BYD ha mostrato come intende controllare la produzione, ma si è tenuta per sé le caratteristiche finali della batteria.