Il 25 luglio, Hyundai Motor Group parlava ancora di Physical AI come di una strategia che unisce auto, robot e fabbriche «intelligenti». Belle parole sul futuro. Diciotto giorni dopo, l’azienda ha messo sul tavolo i numeri di sistemi già operativi — e si sono rivelati molto più convincenti di qualsiasi presentazione: il tempo dedicato alla ricerca di casi rilevanti e alla verifica dei materiali analitici nella sicurezza è sceso di circa il 90%, mentre gli algoritmi di gestione della logistica produttiva hanno ridotto i fermi non pianificati di circa l’86%.
Ecco la vera svolta: Hyundai sta portando l’IA fuori dalla fase degli esperimenti aziendali e dentro il lavoro quotidiano di progettazione, montaggio e assistenza delle auto. In fabbrica, un sistema di visione artificiale legge il VIN e verifica ogni veicolo confrontandolo con i dati di produzione — in tempo reale, senza pause per riflettere. La tecnologia già funziona in circa 70 processi negli stabilimenti Hyundai e Kia in Corea, Stati Uniti, Europa, India e area Asia-Pacifico. Il risparmio annuo dichiarato raggiunge i 5,24 miliardi di won, circa 3,9 milioni di dollari.
Nel servizio clienti, l’effetto si misura in tempo, e si conta in minuti, non in percentuali. Un sistema di supporto basato su LLM aiuta i tecnici a cercare guasti e raccomandazioni nella documentazione tecnica: Hyundai stima una riduzione del tempo di risposta di circa il 42%. La gestione di una recensione cliente è calata ancora di più — da 35 a circa 5 minuti. Quasi sette volte più veloce. Da settembre 2026 l’azienda intende passare all’automazione completa della stesura delle risposte alle recensioni, mantenendo il meccanismo attuale che segnala i casi che richiedono l’intervento umano.
In parallelo, la piattaforma interna H Chat Pro continua a crescere. Attraverso un ambiente protetto, i dipendenti accedono a ChatGPT, Gemini e Claude, e il numero di utenti attivi ha superato quota 30.000 a luglio — circa l’80% del personale d’ufficio di Hyundai Motor e Kia. L’azienda sottolinea anche la crescita degli agenti IA creati da dipendenti senza esperienza nello sviluppo software. Persone che, fino a ieri, non avevano mai scritto una riga di codice.
Jin Eun-sook, presidente e responsabile della divisione ICT Management di Hyundai Motor Group, ha riassunto così la posizione dell’azienda: «L’IA è senza dubbio una tecnologia importante, ma alla fine è uno strumento che le aziende devono utilizzare. Ciò che conta non è semplicemente possedere la tecnologia, ma la velocità con cui un’organizzazione riesce a comprendere le nuove tecnologie, IA compresa, ad applicarle al proprio lavoro e al proprio business, e a trasformarle in una fonte interna di vantaggio competitivo. Basandosi sulla trasformazione digitale in corso, Hyundai Motor Group sta ampliando la trasformazione basata sull’IA integrando l’IA e altre tecnologie intelligenti».
La prossima tappa verificabile sarà l’automazione di settembre per la gestione delle recensioni clienti. Ma l’obiettivo più ampio è già dichiarato: collegare i dati accumulati e i sistemi IA esistenti a veicoli, robotica e produzione nell’ambito di Physical AI. Già a luglio Hyundai descriveva questo modello come un passaggio da dispositivi intelligenti isolati a vere e proprie fabbriche IA e, in prospettiva, a un’infrastruttura urbana connessa.