Nessuno se lo aspettava. I tempi di attesa per la Tesla Model 3 RWD di base negli Stati Uniti sono improvvisamente saliti a gennaio–marzo 2027. Solo pochi giorni fa si parlava di quattro o cinque settimane — ora è quasi mezzo anno. Le versioni Premium, più costose, arriveranno invece regolarmente già in autunno. Autoevolution ha notato il divario, e le voci su un restyling della berlina sono arrivate quasi subito. Conferma di Tesla? Nessuna.
Eppure la RWD non è affatto sparita dalla gamma. Sulla pagina ufficiale di configurazione Tesla, il modello base compare ancora a trazione posteriore, con un’autonomia EPA di 321 miglia — circa 517 km — e uno 0-97 km/h in 5,8 secondi.
Le voci di restyling non nascono dal nulla. Già a febbraio i configuratori mostravano indizi di possibili modifiche alla Model 3 — un nuovo display da 16 pollici, un rivestimento del tetto nero. Ma l’attuale finestra di consegna, da sola, non conferma né un nuovo frontale in stile Model Y Juniper né un restyling importante.
C’è anche una spiegazione più terra terra. Una produzione limitata per questa specifica versione. Una carenza di componenti. Uno spostamento delle priorità produttive verso gli allestimenti più costosi. Ognuna di queste ipotesi sarebbe plausibile — ma Tesla non dice nulla.
E il silenzio non è una novità per la casa di Austin. Le specifiche della Model 3 RWD sono già state modificate direttamente sui siti del marchio senza spiegazioni: in primavera, la scheda canadese ha perso silenziosamente la potenza di ricarica massima di 250 kW indicata in precedenza, corretta a 175 kW. Un dato insolito nel configuratore, quindi, non equivale ancora all’annuncio di un’auto nuova. Non ancora, almeno.
Ora vale la pena tenere d’occhio due cose: se i tempi di consegna cambieranno anche per le altre versioni, e se nuove specifiche o dotazioni compariranno sulla pagina ufficiale della Model 3. Per ora è confermata solo l’attesa insolitamente lunga della RWD. La «Model 3 Juniper» resta pura speculazione — per quanto allettante.