Spoiler, accenti rossi e il numero 05 — Great Wall porta la ORA5 GT sul palco di Chengdu
Great Wall ha sfruttato il Chengdu Motor Show 2026 per accendere i riflettori sulla ORA5 GT, una utilitaria elettrica dal taglio sportivo pensata chiaramente per un pubblico giovane. A giudicare dalle foto scattate in fiera, non si tratta di una semplice versione di serie: è un’auto da salone, con una messa in scena decisamente emozionale.
All’esterno, la ORA5 GT colpisce con una carrozzeria scura impreziosita da decori rosso acceso. Sul cofano compaiono doppie strisce, sulle portiere campeggia un grande «05», e la parte bassa della carrozzeria sfoggia una grafica a contrasto in puro stile racing. Completano il quadro paraurti più scolpiti con accenti rossi, minigonne, uno spoiler posteriore e cerchi scuri con bordo rosso. Il risultato? La familiare utilitaria «retro» appare decisamente più aggressiva, con un’estetica che strizza l’occhio a chi ama guidare.
L’abitacolo, invece, resta più sobrio. All’interno si trovano un display digitale dedicato alla strumentazione e un ampio schermo centrale per l’infotainment, oltre a un volante a due razze, ricarica wireless e tocchi di colore nelle finiture. Dal punto di vista architettonico è la ben nota ORA/Good Cat GT: l’auto da salone riceve semplicemente una presentazione più scenografica grazie ai decori e ai dettagli visivi.
Un dettaglio importante: in base alle informazioni disponibili, per ora si tratta di un’auto da esposizione, non di una nuova versione di serie confermata. Il Chengdu Motor Show 2026, in questo caso, è servito soprattutto come vetrina per una versione «immagine» della ORA5 GT — un tentativo di riaccendere l’interesse verso il modello attraverso uno stile più sportivo.
Per Great Wall, la mossa ha perfettamente senso. La ORA5 GT si distingue già dalle tipiche elettriche cittadine grazie al suo aspetto insolito, e questa versione da salone con accenti da pista non fa che rafforzare ulteriormente l’immagine. In un mercato cinese durissimo, anche le elettriche relativamente accessibili devono sempre più spesso vendere qualcosa in più delle specifiche tecniche: devono vendere un’emozione. Ed è proprio su questo, a quanto pare, che punta questa volta Great Wall.