BMW ha depositato il brevetto per un’inedita architettura motociclistica: un abitacolo stretto e chiuso, con guscio aerodinamico e sistema di autobilanciamento. In pratica, cerca di combinare le dimensioni compatte di una moto con parte della protezione meteo e del comfort tipici di una city car.

Il progetto si basa su una carrozzeria allungata a forma di goccia, che oppone una superficie frontale minima. Ridurre la resistenza aerodinamica è cruciale soprattutto per le versioni elettriche: un’aerodinamica migliore si traduce immediatamente in più chilometri di autonomia a parità di batteria.

Le moto con cabina chiusa hanno sempre avuto un difetto palese: il pilota non può fermarsi e appoggiare semplicemente un piede a terra. Anziché la classica coppia di stabilizzatori estraibili, il brevetto BMW propone otto piccole ruote di supporto disposte su due file parallele.

Questa disposizione mantiene il veicolo più stretto rispetto alle soluzioni con ruote stabilizzatrici molto sporgenti, come il Peraves Monoracer. Grazie ai molteplici punti di contatto col suolo, offre anche un margine di stabilità intrinseco: anche se qualche ruota dovesse perdere contatto su una superficie irregolare, il mezzo dovrebbe restare dritto.

BMW ha anche valutato un sistema di stabilizzazione giroscopica ispirato alla Gyro-X, ma dal brevetto si deduce che non è stato adottato come soluzione primaria, verosimilmente per questioni di peso e complessità.

L’idea non è il primo tentativo del marchio di ripensare la mobilità urbana a due ruote. Nei primi anni Duemila BMW ha effettivamente commercializzato il C1, uno scooter con tetto e una spiccata vocazione alla sicurezza. Inoltre ha presentato il concept C.L.E.V.E.R., che esplorava un veicolo cittadino stretto capace di piegare in curva.

Al momento il concept resta solo un brevetto: nessun modello di produzione è stato annunciato. Tuttavia il suo fascino è evidente: protezione dalle intemperie, ingombro stradale contenuto e aerodinamica migliorata. Un veicolo del genere, nella pratica, potrebbe essere perfetto per la vita in città, dove un’auto tradizionale sembra sovradimensionata e una moto classica lascia troppo esposti a pioggia e vento.