Diciottomilacento dollari. Tanto chiede Audi per farvi passare dalla Q5 alla nuova Q7, senza trasporto, senza tasse e senza una sola crocetta nella lista degli optional. La Q5 2026 parte da 52.800 dollari. La nuova Q7 2027 attacca a 70.900. In mezzo c’è il valore di un’auto usata, e qualcosa deve pur giustificarlo.
Che cosa perdete restando sulla Q5? Sorprendentemente poco. Cinque posti, un quattro cilindri turbo due litri da 268 CV, un cambio «robotizzato» a sette rapporti e la trazione integrale quattro. Tocca le 60 miglia/h (96 km/h) in 5,8 secondi e traina fino a 1996 chili: per la vita in famiglia basta e avanza. C’è di più: perfino la Prestige più accessoriata, a 60.700 dollari, resta 10.200 dollari sotto la Q7 nuova meno cara.
E che cosa comprate con il sovrapprezzo? Molto più di qualche lamiera. La Q7 arriva con tre file e sette posti, o sei se spendete 450 dollari per sostituire il divanetto centrale con due poltrone singole. Sotto il cofano lavora un nuovo V6 biturbo di 2,9 litri da 429 CV. Le 60 miglia/h cadono in 4,8 secondi, il traino sale a 3493 chili e il bagagliaio si gonfia fino a 2212 litri. Altro campionato, altro mestiere.
Eppure nessuno è obbligato a sborsare 18.100 dollari oggi. Audi continua a vendere la Q7 2026 della generazione uscente da 62.000 dollari. Sì, è meno muscolosa — motori da 261 e 335 CV — e il bagagliaio si ferma a 1928 litri. Ma la distanza dalla Q5 base si riduce a 9200 dollari. Esattamente la metà.
Il bivio, quindi, è semplice. Vi bastano cinque posti e due tonnellate al gancio? La Q5 risolve tutto e vi fa risparmiare due terzi del sovrapprezzo. Terza fila usata ogni settimana, bagagli ingombranti, rimorchio pesante? La nuova Q7 si guadagna il prezzo. E se la verità sta nel mezzo, la Q7 uscente resta la scommessa più sottovalutata delle tre.
In precedenza Audi aveva portato su strada la A2 e-tron elettrica per i test.