Hyundai rilancia su un'idea che fino a poco fa faceva ridere persino i suoi fan: marce artificiali, ruggito sintetico del motore e un'anima da termica infilata dentro un'elettrica. Dopo che la Ioniq 5 N si è rivelata una vera sorpresa, i coreani vogliono spingersi oltre — fino a far tremare la vettura sotto al guidatore, come una hot hatch borbottante al minimo.
Manfred Harrer, capo della R&S globale di Hyundai, ha dichiarato a Autocar: «Nella prossima generazione di queste auto voglio rendere tutto ancora più realistico. Voglio spingerlo oltre».
Secondo Harrer, l'arsenale si arricchirà di minimo simulato, “scoppiettii” allo scarico e vibrazioni nell'abitacolo — è così che i coreani contano di portare il coinvolgimento del guidatore al «livello successivo».
A prima vista sembra assurdo: dell'elettrica si apprezzano proprio il silenzio, la coppia istantanea e l'assenza di pause meccaniche. Ma la Ioniq 5 N ha mostrato un'altra cosa. Al cliente non mancava la velocità. Mancavano le sensazioni. Le cambiate finte, il taglio di coppia per simulare «marce virtuali» e il suono del motore restituiscono al guidatore i suoi punti di riferimento — quando affondare, quando rilasciare, dove l'auto è al limite.
Harrer non nasconde che è un gioco di emozioni: «Ci sono tantissime idee su come svilupparlo ancora, ma è tutta questione di esperienza. Molti dicono che è finto, ma alla gente piace, e in questo c'è una certa bellezza — perché non giocarci? Non siamo i ragazzi seri della Porsche. Noi siamo il divertimento di guida». I prototipi, aggiunge, sono già operativi.
Le future N elettriche passeranno alla piattaforma IMA. Lo stesso Harrer non la chiama rivoluzione, bensì «un'evoluzione enorme»: l'architettura a 800 volt resta, ma gli ingegneri rifiniscono ricarica, efficienza e gestione termica. Per le elettriche veloci proprio quest'ultima è una questione di vita o di morte — senza un raffreddamento stabile, tutta quella potenza diventa un'attrazione da una sola accelerazione. Il debutto della IMA è atteso intorno al 2028, sulla seconda generazione della Ioniq 5.
Hyundai si è di fatto presa una nicchia in cui l'elettrica smette di essere un semplice gadget veloce. Porsche, Mercedes-AMG e BMW M guardano nella stessa direzione, ma i coreani sono arrivati prima — hanno trasformato l'emozione «finta» in uno strumento che funziona. E la domanda ora non è più se sia finta o vera. La domanda è un'altra: il guidatore vorrà ancora sentire l'auto col corpo, quando il motore tacerà per sempre?