L'Italia ha svelato il progetto Malya, un'auto elettrica urbana compatta sviluppata da Umberto Palermo Design in collaborazione con Federmetano e Reinova. Come anticipato da Tarantas News, la vettura fa parte dell'iniziativa Mole Urbana e vuole proporre un approccio alternativo alla mobilità cittadina.
La Malya non è una normale elettrica. Si basa su una piattaforma che può ospitare un generatore di autonomia alimentato a biometano o gas naturale. Questo piccolo motore a combustione interna non aziona le ruote, ma funge da generatore per ricaricare la batteria in marcia. L'obiettivo è ridurre la dipendenza dalle colonnine di ricarica e alleviare l'ansia da autonomia.
Gli sviluppatori scommettono sulla flessibilità energetica. Federmetano fa notare che l'Italia dispone già di una rete capillare di stazioni di gas naturale compresso e liquefatto, e il biometano totalmente rinnovabile è un'opzione concreta.
La Malya misurerà meno di quattro metri di lunghezza, ma promette fino a cinque posti. La costruzione prevede un telaio tubolare in acciaio inossidabile e componenti in alluminio, una soluzione che dovrebbe semplificare la produzione senza bisogno di grandi impianti di stampaggio. Un approccio che richiama il concetto di nanofactory: piccoli siti produttivi flessibili.
Reinova curerà lo sviluppo hardware e software del gruppo propulsore. I dati precisi su potenza, autonomia e tempi di lancio non sono ancora stati resi noti. Tra le city car elettriche, la Malya si distingue per l'abbinamento tra trazione elettrica e biometano.