L’ultima Copen sta per lasciare la linea di montaggio, e Daihatsu vuole che tutti la vedano

L’ultima Copen sta per lasciare la linea di montaggio, e Daihatsu vuole che tutti la vedano
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Dmitry Yakin
Autore: Dmitry Yakin

Daihatsu chiuderà la produzione della Copen ad agosto 2026 e la celebrerà con un addio in fabbrica, in diretta su YouTube, prima del suo ingresso in museo.

Daihatsu saluta la Copen — e lo fa senza mezzi termini. La produzione dell’attuale roadster leggero termina ad agosto 2026, e il 31 agosto la casa organizzerà un evento speciale chiamato OPEN FUTURE DAY direttamente nello stabilimento di Ikeda, dove queste auto vengono assemblate da anni.

Il formato è quasi da museo, ma con un cuore pulsante. I partecipanti vedranno immagini che ripercorrono il processo produttivo dell’ultimo esemplare e assisteranno al momento in cui l’ultima Copen lascerà la fabbrica. Per chi non potrà essere presente, ci sarà una diretta su YouTube. Ma un posto in sala non è per tutti: le candidature si aprono dal 10 al 27 luglio, possono partecipare solo i proprietari di una Copen, il limite è di 50 persone e, in caso di richieste in eccesso, si procederà con un’estrazione. La quota di partecipazione è di 3.000 yen, ma include un ricordo. I vincitori saranno avvisati all’inizio di agosto.

La Copen conta non per i numeri di vendita, ma per il semplice fatto di esistere. È una kei car scoperta — un roadster compatto per un paese dove un’auto sportiva non deve per forza essere una coupé da 500 cavalli, ma può essere una piccola vettura con un tetto leggero e un carattere tutto suo. La gamma attuale comprendeva le versioni Robe, Cero e GR Sport, e proprio la versione GR ha reso il modello noto ben oltre il pubblico abituale di Daihatsu.

Daihatsu Copen
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Il contesto di mercato per auto come questa è spietato. Norme di sicurezza, vincoli ambientali, costi delle piccole serie e domanda in calo per i modelli di nicchia stanno progressivamente spingendo fuori mercato i roadster accessibili. La Mazda MX-5 resiste grazie alla scala globale, mentre la Suzuki Cappuccino resta per ora più una voce di corridoio che una realtà. La Copen era uno dei rari casi di sportiva scoperta in formato ultracompatto — e oggi non le costruisce quasi più nessuno.

L’addio al modello è un promemoria: le piccole auto pensate solo per il piacere di guida scompaiono più in fretta di quanto i grandi SUV riescano ad aggiornare i propri schermi.

Dal 1° settembre, il museo Humobility World, presso la sede Daihatsu, ospiterà una mostra dedicata alla Copen. Per questa generazione non si tratta più di una pausa produttiva, ma del passaggio definitivo dallo showroom alla storia.

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